Le mani di Davis si muovono con destrezza su un pezzo di pelle, mentre i suoi occhi ne esaminano la trama e la qualità in vista di un altro ciclo di produzione al Don Bosco Boys Town di Karen, a Nairobi.
Davis è un designer e tecnico del cuoio che si è recentemente diplomato al corso di formazione sulla produzione di borse in pelle presso l’Istituto Tecnico del Don Bosco Boys Town, un programma di quattro mesi tenutosi tra agosto e dicembre 2025 che ha coinvolto 38 partecipanti. Il corso è stato tenuto sotto la guida di due attori all’avanguardia nel settore della pelletteria italiana, Assopellettieri e la Made in Italy Tuscany Academy (MITA), con l’obiettivo di fornire ai giovani kenioti competenze di alto livello per migliorare la loro occupabilità, rafforzare la competitività del settore della pelletteria del Kenya e aprire la strada a nuove opportunità globali. La formazione rientrava nell’iniziativa finanziata dalla Cooperazione Italiana “Progettare il futuro: un ecosistema della moda sostenibile e inclusivo per il Kenya”, attuata dall’International Trade Centre (ITC) nell’ambito dell’Ethical Fashion Initiative, che mira a sostenere le piccole e medie imprese e le cooperative artigianali, con particolare attenzione alla crescita resiliente, all’azione per il clima e all’inclusione sociale, in particolare per le donne e i giovani.
Insieme alle colleghe Zipporah e Virginiah, Davis è appena tornato da un tirocinio di tre settimane presso alcune fabbriche di pelletteria nel comune di Scandicci, vicino a Firenze — un’esperienza che si sono guadagnati come i primi tre studenti del loro gruppo, ottenendo la possibilita’ di svolgere un apprendistato presso aziende leader nel settore della pelletteria italiana.
«Questa esperienza in Italia è stata incredibilmente arricchente», ha affermato. «Ho avuto l’opportunità di lavorare al fianco di professionisti esperti, utilizzare macchinari all’avanguardia e sviluppare nuove tecniche di taglio e cucitura». Poiché il settore della pelletteria rappresenta una delle industrie più importanti e in rapida crescita del Kenya, Davis è convinto che questa esperienza aprirà nuove porte alla sua carriera e a quella di migliaia di giovani kenioti attratti dal mondo della moda e della produzione di pelletteria, ed è determinato a dare il proprio contributo condividendo con i suoi coetanei le competenze e le tecniche acquisite negli ultimi mesi.
Le sue parole trovano eco in quelle della sua collega Zipporah, che racconta come questa sia stata una delle esperienze più stimolanti del suo percorso nel mondo della moda fino ad ora, e che le ha permesso di portare le sue abilità di cucito a un nuovo livello. «Sogno di aprire un giorno un mio laboratorio di pelletteria, in modo da poter trasmettere queste conoscenze ad altri giovani, poiché si tratta di un settore con un enorme potenziale per l’industria del Kenya e per la creazione di opportunità di lavoro», ha affermato. «Questa esperienza mi ha avvicinata di un passo a quel sogno».
«Ho sempre avuto una passione per la sartoria: è qualcosa con cui sono cresciuta, dato che mio padre possedeva una sartoria nella contea di Kajiado, a circa 120 km a sud di Nairobi, da dove provengo», ha detto Virginiah Ndungu Wanjiru. «È stato lui a insegnarmi i primi passi nel cucito e nella sartoria. Tuttavia, è stato solo durante la mia formazione con l’Ethical Fashion Initiative alla Don Bosco Boys Town che ho capito che la mia vera passione era cucire borse. Vedere il prodotto finito mi riempie sempre di gioia e orgoglio, ed è per questo che questo tirocinio in Italia è stata un’opportunità unica per imparare e crescere in questo campo».
Per lei, l’esperienza è stata fondamentale per approfondire la comprensione delle finiture e del controllo qualità — due tratti distintivi dell’artigianato Made in Italy. Ritiene che il trasferimento di tecnologia e know-how nel design e nelle finiture, reso possibile da programmi come questo, rappresenti un vero valore aggiunto per il settore, contribuendo ad elevare lo standard e la reputazione dei prodotti Made in Kenya sulla scena globale.
Questo tipo di trasferimento di tecnologia e conoscenze in settori strategici come quello della pelle è strettamente in linea con il Piano Mattei per l’Africa, il quadro di riferimento italiano per la cooperazione con il continente. Il Piano promuove partenariati paritari e a lungo termine, fondati sulla condivisione concreta delle conoscenze, su effetti positivi di ricaduta e sul progresso di uno sviluppo endogeno e sostenibile nei paesi partner. In linea con questo approccio, l’Italia ha recentemente approvato un programma da 35 milioni di euro a sostegno dello sviluppo della filiera del cuoio in Kenya, che segna un’altra pietra miliare nella partnership di lunga data tra Italia e Kenya. Il programma mira a rafforzare la competitività del settore del cuoio keniano sia sul mercato interno che su quello internazionale.
Mentre Davis, Virginiah e Zipporah tornano da questo viaggio con nuove competenze, ispirazione e idee da condividere con altri giovani kenioti, iniziative come questa stanno tessendo un nuovo capitolo per l’industria della pelle del Paese — un apprendistato alla volta.
Bacgkound e contesto
“Progettare il futuro: un ecosistema della moda sostenibile e inclusivo per il Kenya” è un’iniziativa da 5 milioni di euro finanziata dalla Cooperazione Italiana e attuata dall’Ethical Fashion Initiative (EFI) dell’ International Trade Centre, con durata da gennaio 2024 a gennaio 2027. Il progetto coinvolge direttamente circa 2.000 tra artigiani, microproduttori e imprenditori del design — prevalentemente donne e giovani provenienti da comunità emarginate — attraverso programmi di formazione specializzati sviluppati in collaborazione con i principali attori del settore della moda e della pelletteria, creando percorsi verso un’occupazione dignitosa e duratura. Il progetto mira a rafforzare la competitività e la partecipazione delle micro e piccole imprese artigiane e dei designer del Kenya all’interno delle catene del valore sostenibili a livello internazionale, regionale e nazionale del settore della moda e del lifestyle.
Oltre alle iniziative di formazione, come il programma dedicato alle borse in pelle realizzato in collaborazione con Assopellettieri e MITA, il progetto ha raggiunto traguardi significativi, ad esempio attraverso la costituzione di Tujikuze Ethical Fashion Limited, un’impresa sociale con cooperative artigianali locali come azionisti e fortemente incentrata sull’inclusione delle donne; la creazione di circa 4.000 posti di lavoro; il potenziamento di due siti produttivi a Karen e Babadogo; l’evasione di importanti ordini internazionali, tra cui diversi contratti con il gruppo italiano della grande distribuzione CONAD per un valore di circa 1.000.000 di euro tra il 2024 e il 2026; e il rafforzamento del profilo internazionale dei beneficiari attraverso la partecipazione a fiere di spicco quali Lineapelle e la Milano Fashion Week. L’iniziativa ha inoltre promosso la coesione sociale tra comunità tradizionalmente rivali, contribuendo alla pace e alla stabilità locali.