Al via il concorso artistico “Empowering Art: Kenya’s Creative Voices”

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) di Nairobi e l’Istituto Italiano di Cultura di Nairobi, sotto la guida dell’Ambasciata d’Italia a Nairobi, hanno lanciato, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il concorso artistico “Empowering Art: Kenya’s Creative Voices”.

L’iniziativa è rivolta alla comunità di creativi del Kenya, e si articola in due sezioni: opere digitali (online) e opere tradizionali (offline). Ciascuna sezione prevede due categorie: giovani artisti (18-25 anni) e artisti professionisti.

Una giuria mista, composta da rappresentanti di AICS, IIC ed esperti del settore artistico, valuterà le opere selezionando le migliori. Le opere vincitrici saranno esposte in una mostra artistica a Nairobi, organizzata nell’ambito della campagna globale dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere (Novembre/Dicembre 2025), in concomitanza con la cerimonia ufficiale di premiazione.

Oltre al riconoscimento ufficiale, i finalisti riceveranno premi in base alla categoria di appartenenza, tra cui voucher per l’acquisto di materiali artistici, la partecipazione a una residenza artistica con creativi italiani e keniani, ed una pubblicazione dedicata.

Kenya: lanciato Comitato per la Giustizia di Genere a Narok per combattere l’aumento dei casi di violenza

L'8 marzo, nella Contea semi-arida di Narok, nel sud-ovest del Kenya, la Giornata Internazionale della Donna è stata celebrata con un'iniziativa di grande rilevanza: il lancio di un comitato specializzato nella gestione dei casi di giustizia di genere. Questo obiettivo è reso possibile grazie al supporto fondamentale del progetto Imarisha Mwanamke Afya na Rasilimali (IMARA), finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzato da un consorzio di ONG internazionali e nazionali guidate da WeWorld.

La Magistrata Phyllis Shinyada Lucia, che collabora con la Contea di Narok nella gestione delle questioni di genere, ha evidenziato l’aumento dei casi di violenza di genere nella Contea di Narok, che colpiscono donne, uomini, ragazze e ragazzi, rivelando che “Solo nel 2024, i tribunali di Narok hanno registrato 91 casi di reati sessuali". Ha poi aggiunto: "A marzo di quest’anno abbiamo già registrato 10 casi di abuso su minori, con una media di tre nuovi casi al mese, e questi sono solo gli episodi denunciati.”

Questi dati evidenziano l'urgenza di un Comitato specializzato, capace di monitorare i casi e garantire alle vittime un accesso equo alla giustizia. Il Comitato riunisce i principali attori del sistema giudiziario, tra cui polizia, servizi penitenziari, ufficiali di sorveglianza e pubblici ministeri, con l'obiettivo di migliorare il coordinamento e l'efficacia delle risposte ai crimini di genere.

L’iniziativa IMARA ha avuto un ruolo chiave nel rendere possibile questa iniziativa. Lavorando a stretto contatto con il sistema giudiziario e le comunità locali, IMARA affronta le cause profonde della violenza, promuovendo un cambiamento culturale e istituzionale duraturo.

Parlando delle sfide che il Comitato dovrà affrontare, la Magistrata Lucia ha evidenziato principalmente le difficoltà finanziarie, così come gli ostacoli culturali: "Nella Contea di Narok esistono ancora pratiche dannose come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci, che rappresentano un freno al cambiamento", ha spiegato. Tuttavia, si è detta fiduciosa che questi ostacoli non rallenteranno in modo significativo i progressi del Comitato e della lotta alle ingiustizie di genere.

Uno degli obiettivi principali del Comitato sarà ridurre l’arretrato dei casi. "L'accumulo di processi pendenti è dovuto a diversi fattori, tra cui la scarsa disponibilità dei testimoni a presentarsi in tribunale e le pressioni o interferenze che subiscono, soprattutto nei casi legati a pratiche culturali come le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci", ha spiegato la Magistrata Lucia. Per affrontare questo problema, uno dei compiti principali del Comitato sarà di collaborare con le organizzazioni della società civile per identificare e supportare i testimoni che hanno difficoltà a partecipare alle udienze.

"Ottenere giustizia significa, prima di tutto, garantire alle vittime un accesso equo ed efficace al sistema giudiziario" ha affermato la Magistrata.

Dopo il lancio dell'EnCYCLEpedia ("Le cose che dovresti sapere sulla giustizia mestruale"), pubblicata da WeWorld, e la quinta edizione del Mara Girl Summit, tenutisi il 28 e 29 novembre 2024, entrambi sostenuti da WeWorld in collaborazione con AICS nell’ambito del Progetto IMARA, questo lancio rappresenta un ulteriore passo negli sforzi della Cooperazione Italiana insieme alla Contea di Narok nel contrasto alla violenza di genere.

Questo articolo e' stato scritto da Sheila Sirali, Communication Officer presso WeWorld

Festeggiamenti per il lancio del Comitato a Narok, in occasione dell'8 marzo

Processione in occasione dei festeggiamenti per l'8 marzo a Narok

La Magistrata Phyllis Shinyada Lucia collabora con la Contea di Narok nella gestione delle questioni di genere

Kenya: Gender Justice Committee Launched in Narok to Tackle Rising Cases of Violence

On March 8th, in the semi-arid county of Narok, southwestern Kenya, International Women’s Day was marked by a significant initiative: the launch of a specialized committee dedicated to handling gender justice cases. This milestone has been made possible through the crucial support of the Imarisha Mwanamke Afya na Rasilimali (IMARA) project, funded by the Italian Agency for Development Cooperation (AICS) and implemented by a consortium of international and national NGOs led by WeWorld.

Magistrate Phyllis Shinyada Lucia, who works closely with Narok County on gender-related matters, highlighted the alarming rise in gender-based violence cases in the region, affecting women, men, girls, and boys. She revealed that "In 2024 alone, Narok courts have already registered 91 cases of sexual offenses." She further added: "As of March this year, we already have 10 defilement cases registered—averaging three new cases monthly, and these are only the reported incidents".

These figures underscore the urgency of a specialized committee capable of monitoring cases and ensuring fair access to justice for survivors. The Committee brings together key actors from the justice system, including police, correctional services, probation officers, and prosecutors, with the goal of improving coordination and effectiveness in responding to gender-based crimes.

The IMARA initiative has played a key role in making this possible. By working closely with the justice system and local communities, IMARA addresses the root causes of violence, fostering lasting cultural and institutional change.

Speaking about the challenges the Committee is expected to face, Magistrate Lucia emphasized financial constraints as well as cultural barriers: "We also have cultural setbacks within Narok County related to harmful practices such as FGM and early child marriage", she explained. However, she expressed confidence that these obstacles would not significantly slow down the Committee’s efforts in the fight against gender injustices.

One of the Committee’s primary objectives will be to reduce the backlog of cases. "This backlog is caused by many issues - lack of witnesses coming to court, and witness interference particularly in cases involving cultural practices like FGM and child marriage" Magistrate Lucia noted. To address this issue, one of the Committee’s key tasks will be to collaborate with civil society organizations to identify and support witnesses who struggle to attend hearings.

"Getting justice means, for the victim, to access fair and effective justice" Magistrate Lucia affirmed.

Following the launch of the EnCYCLEpedia ("Things You Should Know About Menstrual Justice"), published by WeWorld, and the fifth edition of the Mara Girl Summit, held on November 28–29, 2024—both supported by WeWorld in collaboration with AICS under the IMARA Project—this initiative marks another step in the Italian Cooperation’s ongoing efforts with Narok County to combat gender-based violence.

This article was written by Sheila Sirali, Communication Officer at WeWorld

Celebrations for the Launch of the Committee in Narok on March 8

Procession During the Celebrations for March 8 in Narok

Magistrate Phyllis Shinyada Lucia collaborates with Narok County in handling gender-related issues

Blue economy in Kenya: si conclude il capitolo italiano di Go Blue

Watamu, 19 novembre 2024 – Si è concluso oggi a Watamu, nella Contea di Kilifi, l’evento finale della componente italiana del Programma Go Blue, finanziato dall’Unione Europea (UE) e realizzato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) con il supporto tecnico dell'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (CIHEAM Bari). All’evento hanno partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Kenya Roberto Natali, l’Ambasciatrice UE in Kenya Henriette Geiger, i governatori e i rappresentanti delle contee costiere partner dell’iniziativa, nonché rappresentanti dell’Ufficio di Nairobi dell’AICS, tra cui il titolare Giovanni Grandi, del CIHEAM Bari ed esponenti delle comunità locali di pescatori e piccoli agricoltori.

“Il Programma Go Blue testimonia l’impegno dell’Italia con l’Unione Europea per uno dei settori, quello dello sviluppo costiero, dove siamo riconosciuti come eccellenza”, ha dichiarato l’Ambasciatore Natali. “Attraverso questa collaborazione, l’Italia ha fornito strumenti concreti per rafforzare le capacità locali e generare opportunità economiche per le comunità costiere, contribuendo alla prosperità della regione”.

Con un budget di 4.750.000 Euro, l’iniziativa, di durata quadriennale, ha avuto un impatto diretto sullo sviluppo economico locale, promuovendo la crescita della filiera della pesca artigianale e della manioca, settori strategici per l’economia keniana. Tra i principali risultati raggiunti, il lancio dell’app “Soko Samaki” per garantire la tracciabilità del pesce ai consumatori, la consegna di 50 imbarcazioni attrezzate alle cooperative di piccoli pescatori dislocate sulla costa, l’installazione di tre sistemi di refrigerazione dotati di fabbriche di ghiaccio e alimentati da energia solare, e la costruzione di tre impianti per la lavorazione della cassava anch’essi alimentati da solare.

L’Ambasciatrice dell’Unione Europea in Kenya, Henriette Geiger, ha aggiunto: “Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti dal Programma Go Blue in collaborazione con i partner locali. Questo progetto rappresenta un modello di come l’Unione Europea, insieme agli Stati membri, possa sostenere l’economia blu in modo inclusivo e sostenibile, con un impatto tangibile per le comunità.”

I diversi attori parte del programma Go Blue alla cerimonia finale

Uno dei tre impianti di raffreddamento per la corretta conservazione del pesce realizzato tramite Go Blue

 

AICS Nairobi porta il Kenya alla COP29: storie di donne, conservazione e pace

Alla COP29 di Baku, AICS Nairobi ha acceso i riflettori su una storia tutta keniana fatta di resilienza, pace ed empowerment. Il panel intitolato "Empowering Women, Conserving Nature, Building Peace: solutions from Kenya community conservancies", organizzato dalla Sede insieme al Northern Rangelands Trust (NRT), ha offerto un viaggio attraverso le comunità remote del Kenya, mostrando come le conservancies stiano cambiando il volto della lotta al cambiamento climatico, dell'empowerment femminile e della promozione della pace.

Le conservancies sono entità riconosciute che a differenza delle aree protette tradizionali, sono abitate e richiedono strategie di protezione ambientale che promuovano anche lo sviluppo locale. Le comunità residenti affrontano sfide enormi: dai cambiamenti climatici alla scarsità di risorse, fino ai conflitti interetnici, trattandosi di aree dove convivono diverse tribù. In queste terre aride e semi-aride, le comunità, con il supporto di NRT, hanno trovato soluzioni innovative per prosperare, trasformando problemi in opportunità e combinando tutela ambientale, sviluppo economico e iniziative di pace.

Durante il panel, realizzato presso il Padiglione Italia, leader locali e attivisti hanno raccontato e condiviso le proprie esperienze sui risvolti che ha il modello delle conservancies sullo sviluppo e sulla crescita delle comunità locali. Josephine Ekiru, giovane ambasciatrice di pace per NRT, ha spiegato come il dialogo tra tribù e il programma degli ambasciatori di pace sostenuto dalla cooperazione italiana stia effettivamente contribuendo a ridurre conflitti e tensioni, mentre Francis Chachu Ganya, Direttore delle relazioni istituzionali di NRT, ha illustrato il lavoro quotidiano che rafforza la governance locale e promuove la pace.  L’empowerment femminile è stato un altro tema forte. Con iniziative come BeadWORKS, le donne pastoraliste stanno trasformando le loro abilità artigianali in fonti di reddito sostenibili, guadagnando autonomia e migliorando le condizioni delle loro famiglie.

Ad aprire l’evento è stato il Prof. Francesco Corvaro, Inviato Speciale per il Cambiamento Climatico del Governo Italiano, che ha sottolineato l’importanza del Piano Mattei per il rafforzamento della cooperazione italiana in Africa. Il Segretario del Dipartimento di Stato per la Fauna Selvatica del Kenya, John Chumo, ha portato la prospettiva del governo keniano, mentre la moderazione è stata affidata alla giornalista Zeynab Wandati.

Il pubblico ha dimostrato grande interesse per le tematiche trattate, fornendo spunti e interventi che hanno arricchito ulteriormente il dibattito ed evidenziato la correlazione tra cambiamenti climatici, conservazione ambientale e sviluppo economico per un paese come il Kenya, che ha registrato una perdita di biodiversità di circa il 68% tra il 1977 e il 2016, con impatti notevoli sul turismo, che nel Paese riveste un ruolo chiave nell’economia.

I visitatori del Padiglione Italia hanno inoltre potuto vivere un viaggio unico nel cuore delle conservancies del Kenya, grazie a un video in Realtà Virtuale presentato durante l'evento, che ha consentito ai partecipanti di calarsi nel cuore degli ecosistemi keniani a 360 gradi.

I relatori insieme ad alcuni membri del pubblico festeggiano la conclusione dell'evento

Josephine Ekiru mostra alcuni dei prodotti artigianali prodotti attraverso BEADworks al Padiglione Italia

Da sinistra a destra: Zeynab Wandati, Josephine Ekiru, Chachu Ganya durante il panel

Sistema Italia e Nazioni Unite inaugurano la prima Situation Room con il Governo della Tanzania

Dodoma (TANZANIA), 14 giugno 2024 – Oggi la Repubblica della Tanzania celebra l’apertura della prima Situation Room nazionale per le comunicazioni e operazioni di emergenza. La Sala è stata realizzata dall'Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri (UNDRR) con il supporto scientifico di Fondazione CIMA e grazie a finanziamenti della Cooperazione Italiana. La cerimonia si è realizzata alla presenza del Ministro di Stato dell’Ufficio del Primo Ministro della Tanzania, Jenista Joachim Mhagama, del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la DRR, Kamal Kishore, del Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) Marco Riccardo Rusconi, il Direttore della Sede regionale AICS di Nairobi, Giovanni Grandi, e del Presidente della Fondazione CIMA, Luca Ferraris.

La Sala entra a far parte della famiglia di AMHEWAS (Africa Multi-Hazard Early Warning and Early Action System), il programma che ha consentito la creazione e messa in funzione di una rete di Sale operative interconnesse in tutto il continente africano. Sotto la direzione dell’ufficio del Primo Ministro della Tanzania, la Sala sarà in grado di monitorare in tempo reale i rischi attuali e futuri, utilizzando dati di eventi passati e producendo bollettini e previsioni periodiche. Il cuore di questa Sala è una tecnologia italiana, utilizzata dalla nostra Protezione Civile: si tratta della piattaforma opensource MyDEWETRA sviluppata dalla Fondazione CIMA e riconosciuta dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale che facilita lo scambio di dati tra i partner a diversi livelli. Con questa iniziativa si è voluto dare un contributo tangibile al partner tanzaniano del valore aggiunto che può portare il sistema Italia con le sue eccellenze.

“Questa sala rappresenta un traguardo fondamentale nella protezione della popolazione della Tanzania”, ha dichiarato il Ministro di Stato Mhagama. “Ora siamo più preparati per monitorare i rischi, diffondere allerte precoci e assicurare risposte veloci in emergenza. Il nostro governo insieme a UNDRR, AICS e CIMA può costruire un futuro più sicuro e resiliente per le nostre comunità”.

“Desidero rivolgere le mie più sentite congratulazioni al Governo della Tanzania per questo obiettivo, che è un passo avanti rilevante nel rafforzare la resilienza del Paese e un fondamentale contributo alla rete di sistemi di Early Warning nel continente africano” dichiara Kamal Kishore di UNDRR. “Non ci fermeremo finché ogni paese africano non sarà protetto da sistemi di allerta precoce sui diversi rischi”.

““L’Italia, per il suo expertise e il suo know-how, è tradizionalmente un partner affidabile e competente per l’Africa nella costruzione della resilienza ai disastri”, ha dichiarato Marco Riccardo Rusconi, Direttore di AICS. “Il nostro sguardo si estende all’intero continente, nello spirito del Piano Mattei, accompagnando la creazione di una vera e proprio rete di situation rooms in grado di raccogliere dati, di processarli e soprattutto di renderli fruibili a una pluralità di operatori, dalle coste alle aree più remote”.

“La Sala Situazioni nazionale migliora in modo significativo la capacità dello stato nella salvaguardia della popolazione e dei mezzi di sussistenza del territorio” afferma Luca Ferraris, presidente di Fondazione CIMA, “perché è uno snodo di gestione dove il personale è scientificamente preparato, dotato di tecnologie innovative per l’incrocio di dati provenienti da più fonti e che combina informazioni scientifiche sui rischi, in grado perciò di elaborare bollettini di allerta tempestiva sugli impatti e permette di attivare azioni preventive in anticipo”.

Rappresentanti di AICS, UNDRR e Fondazione CIMA alla cerimonia di inaugurazione della Situation Room a Dodoma

Jenista Joachim Mhagama, Ministro di Stato dell'Ufficio del Primo Ministro della Tanzania, e Marco Riccardo Rusconi, Direttore di AICS

Uno degli schermi all'interno della Situation Room

Oltre ogni stigma: nelle periferie del Kenya, la lotta all’HIV parte dalle scuole

“Ecco, voglio raccontarti una storia per farti capire come funziona qui a Machakos”, mi dice Kaindi guardando lontano. “Una sera sono uscito verso le 20 per andare a mangiare una cosa. Entro in un piccolo ristorante vicino alla strada, e la cameriera mi chiede cosa voglio mangiare. Carne, dico io. Poi mi dice che posso scegliere tra carne fritta e carne bollita. E io chiedo la carne fritta. Poi quella sparisce per un po’. Dieci, venti, trenta minuti. Allora mi affaccio dietro il bancone, noto una porta. La apro: c’è una stanza minuscola con dentro un letto e uno sgabello, e lei che mi aspetta. E lì capisco che avevo appena ordinato, senza volerlo, un rapporto non protetto – la parola in codice è fried meat. Se avessi ordinato carne bollita, avrei potuto fare invece sesso protetto. Mi sarebbe costato 300 KES (all’incirca 2 Euro, NDR). Ho pagato, e sono andato via”.

Siamo in Kenya, il terzo Paese al mondo per tassi di prevalenza di HIV: le persone che vivono con HIV sarebbero 1,6 milioni, molti dei quali non sono consapevoli della propria condizione. La Contea di Machakos si trova a circa 60 km a sud-est della capitale Nairobi: è un importante snodo commerciale e agricolo, anche perché si trova ai margini della trafficatissima arteria che collega il porto di Mombasa a Nairobi e poi all’Uganda. Machakos è conosciuta, oltre che per la sua bellezza paesaggistica, per gli alti tassi di prevalenza di HIV, da sempre superiori alla media nazionale. Ho chiesto a Kaindi perché, secondo lui, la Contea è conosciuta per essere un ‘hotspot’ di contagi, e mi ha spiegato: “Ci passano moltissimi camionisti, in continuazione; e la prostituzione è un fenomeno molto diffuso”.

Benedict Kaindi ha 68 anni, è il direttore del Network Keniano degli Insegnanti Positivi all’HIV (KENEPOTE), un’organizzazione che mette in rete insegnanti che vivono con HIV. L’organizzazione opera a Machakos dal 2010 e realizza sessioni formative per gli studenti, offrendo supporto psicosociale e informazioni preziosissime su educazione sessuale e riproduttiva. Mi spiega che il suo lavoro aiuta non solo i ragazzi a prendere coscienza della propria condizione e a sentirsi meno soli, ma anche gli insegnanti, che scegliendo di entrare a far parte della rete, si sentono più liberi di confrontarsi su certi temi, e meno stigmatizzati. “Ci sono ancora molte leggende e miti intorno all’HIV: in molti credono ancora che sia una maledizione, oppure che si possa curare avendo rapporti con una donna vergine. Molte delle informazioni che circolano sono sbagliate o datate. Noi insieme a No One Out, abbiamo realizzato e distribuito manuali aggiornati, realizzati insieme al Ministero dell’Educazione del Kenya, con informazioni precise su modalità di contagio e salute riproduttiva”.

Il KENEPOTE negli ultimi due anni si è espanso, ha ottenuto un ufficio e si è strutturato. I membri dell’organizzazione sono passati da 20 a 60. Il merito è anche del sostegno ricevuto dalla OSC bresciana NO ONE OUT tramite l’iniziativa ‘By Youth Side’ finanziata dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo attraverso il Bando per iniziative sinergiche con il fondo globale contro HIV/AIDS, TBC e Malaria. L’iniziativa, in conclusione a giugno del 2024, interviene per offrire servizi di salute inclusivi nella lotta all’HIV, rafforzando le strutture ospedaliere di Machakos e intervenendo nella lotta alla discriminazione delle persone HIV-positive, anche con la collaborazione di educatori alla pari.

Spiega Vanni De Michele, rappresentate paese di NO ONE OUT in Kenya: “Nelle sessioni di sensibilizzazione realizzate nelle scuole, abbiamo cercato di coinvolgere educatori alla pari, perché la presenza di giovani con un vissuto simile a quello dei ragazzi cui ci rivolgiamo, li mette a proprio agio e facilita la loro disclosure”. La disclosure è il momento in cui una persona sieropositiva prende pienamente coscienza della propria condizione e riesce a rivelarlo alla famiglia, ai centri sanitari, alla comunità. “Il fatto di poterlo dire più o meno apertamente è una grande liberazione, fa sentire i sieropositivi meno soli, e soprattutto, facilita l’aderenza al trattamento antiretrovirale”.

Kaindi aveva 40 anni quando ha scoperto di aver contratto l’HIV, con sintomi violenti che lo hanno costretto a letto, incapace di camminare, sentire o parlare per sei mesi. “Non volevo rivelarlo a mia moglie, perché avevo paura che mi lasciasse. Ma lei mi ha detto che con o senza HIV, io sarei sempre stato suo marito, e si è presa cura di me finche’ non sono entrato in cura”.
Harriet Katuku, preside della scuola secondaria di Kaseve a Machakos, mi rivela che è molto soddisfatta del lavoro del KENEPOTE. “Per adesso hanno realizzato tre sessioni formative nella nostra scuola, con ragazzi tra i 14 ed i 17 anni. Generalmente in questa fascia di età i ragazzi non hanno nessuna informazione su trasmissione e contagi”.

By Youth Side ha raggiunto 5.800 adolescenti e giovani delle scuole di Machakos con sessioni formative su educazione sessuale e disclosure. Oltre a questo, l’iniziativa è intervenuta sugli ‘Youth Friendly Centres (YFC)’, gli spazi dedicati alla sensibilizzazione dei giovani su temi quali salute sessuale-riproduttiva, prevenzione dell’HIV e delle malattie sessualmente trasmissibili, che meglio riescono a interfacciarsi con adolescenti e giovani adulti. Centinaia di operatori sanitari sono stati formati, quasi 10.000 adolescenti sono stati raggiunti dal servizio di assistenza domiciliare e 1.440 adolescenti e giovani donne sono state coinvolte dal programma di prevenzione comunitaria sulle malattie sessualmente trasmissibili e screening cervicale.

Benedict Kaindi durante una delle sessioni di sensibilizzazione in una scuola secondaria di Machakos

Benedict incontra studenti delle scuole di Machakos

Gli studenti mostrano alcuni dei materiali di sensibilizzazione ricevuti tramite l'iniziativa By Youth Side

Tra le attivita' di By Youth Side, sono stati realizzati diverse attivita' di sensibilizzazione rivolte alle comunita' di Machakos

Dal chicco alla tazza: l’Italia sostiene il rilancio del caffè in Kenya

Nairobi, 26 ottobre 2023 – Si è tenuto oggi, presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Kenya S.E. Roberto Natali, un evento di alto livello per condividere risultati e buone pratiche dell’iniziativa “Arabika: Rilancio della produzione di caffè gourmet in Kenya”, finanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzata dall’Organizzazione della Società Civile CEFA, in collaborazione con AVSI e la Fondazione E4Impact. L’evento, aperto dall’Ambasciatore, ha visto la presenza di George Macgoye, Chief of Staff dell’Ufficio del Vice - Presidente del Kenya, dei rappresentanti dei governi delle contee dove interviene l’iniziativa, delle ventuno cooperative di caffè cultori supportate e di tutti i partner.

L’iniziativa, al terzo anno di realizzazione, interessa tutta la filiera del caffè, con l’obiettivo di migliorare il reddito e la resilienza dei piccoli produttori nelle comunità rurali e di aumentare l’inclusione lavorativa delle donne e dei giovani. In pratica, si intende migliorare l’accesso ai mercati, sia a livello locale che globale, garantendo una produzione sostenibile e un maggior ritorno economico per i piccoli caffè cultori. Arabika, frutto di un dialogo iniziato già nel 2018 tra le controparti italiane e kenyane, è in linea con le strategie di sviluppo della filiera del caffè del governo kenyano e delle contee.

L'iniziativa vale un investimento di 3 milioni di euro e viene realizzata in sette contee, coinvolgendo 21 cooperative target che raggruppano più di 40.000 piccoli coltivatori di caffè. Tra i principali risultati raggiunti, e condivisi nel corso della giornata dai partner, si segnalano la ristrutturazione di sette laboratori per la degustazione di caffè con importanti interventi infrastrutturali e la dotazione di macchinari ed equipaggiamenti innovativi, la formazione di centinaia di formatori, agricoltori e manager di cooperative, e l’identificazione di sette nuovi marchi di caffè keniano che verranno ufficialmente registrati entro l’anno.

L’Ambasciatore Natali ha sottolineato: “Questa iniziativa porta in Kenya l’eccellenza italiana nel settore del caffè. I risultati presentati oggi mostrano come lo spirito di cooperazione e crescita condivisa tra i due paesi sia un volano di sviluppo per le comunità rurali, nel segno del valore aggiunto garantito dalle best practices italiane”.

Giovanni Grandi, Titolare di Sede dell’Ufficio Regionale di Nairobi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha dichiarato: “Le attività dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo nel paese hanno l’obiettivo di creare nuove opportunità di crescita per garantire un futuro più sostenibile. L’iniziativa Arabika va proprio in questa direzione, rafforzando una filiera fondamentale per l’economia kenyana, che genera reddito per oltre 5 milioni di persone, facendo leva sull’expertise italiana messa a disposizione dai nostri partner locali”.

Tra i presenti dall'evento, ospitato nella Residenza dell'Ambasciatore Natali: George Macgoye, Chief of Staff dell'Ufficio del Vice Presidente del Kenya, Kenneth Lusaka, Governatore di Bungoma, Giovanni Grandi, titolare della Sede AICS di Nairobi

Gli ospiti di onore partecipano alla degustazione di tre varieta' di caffe' keniano

Kenya, Aics e autorità locali attivano fondo rotativo per la gestione delle imbarcazioni donate ai pescatori

Un meccanismo simile ad un fondo rotativo regolerà l’utilizzo delle imbarcazioni donate attraverso fondi europei dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) alle cooperative che si occupano di pesca (‘Beach Management Unit - BMU’) in Kenya. Lo schema, disegnato da Aics insieme al partner tecnico CIHEAM Bari, permetterà che le 26 imbarcazioni donate generino capitale: i pescatori, infatti, si impegneranno a depositare una piccola somma per l’utilizzo delle barche su un conto dedicato ed intestato alla cooperativa di appartenenza, che potrà col tempo acquisire nuove imbarcazioni. Si tratta di un’azione che da un lato intende limitare la dipendenza dei pescatori di piccola scala da intermediari, cui spesso i pescatori keniani devono rivolgersi per il noleggio di barche su pagamento di costi elevati, e dall’altro colmare uno dei principali gap nella filiera della pesca artigianale, ovvero la scarsità di imbarcazioni ed equipaggiamenti.

E' una delle attività previste dal Programma Go Blue, realizzato con finanziamenti dell’Unione Europea dalla cooperazione italiana in partenariato con il CIHEAM di Bari e con il Segretariato JKP, il blocco economico che rappresenta le sei contee costiere del Kenya. Le 26 imbarcazioni equipaggiate e recentemente donate da Aics a 9 BMU verranno così gestite secondo un accordo che si sta firmando in questi giorni tra il partner locale (Segretariato JKP), le BMU e i governi delle contee costiere, un accordo volto non solo a garantire una serie di norme di comportamento etico all’interno delle cooperative, ma anche a regolare la gestione del fondo rotativo. La firma dei Memorandum con alcune delle BMU partner è avvenuta lo scorso lunedì, contestualmente alla consegna di sei ulteriori imbarcazioni per facilitare il trasporto delle alghe alle donne che si occupano di seaweed farming.

‘CIHEAM Bari ha già sperimentato questo tipo di meccanismo in altri paesi’, dichiara Enrico Nerilli, referente scientifico per l’iniziativa Go Blue per il CIHEAM Bari. ‘La sua riuscita è legata al comportamento dei membri delle BMU, e per questo motivo l’intervento è associato all’introduzione di un Codice di Condotta, su cui stiamo lavorando proprio in queste settimane, che possa trasmettere e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità’.

‘Stiamo fieri di favorire dinamiche sostenibili nel settore della pesca’, dichiara Lorenzo Colonna-Preti, Project Manager della componente italiana di Go Blue, ‘con azioni che favoriscono l’empowerment dei pescatori di piccola scala rendendoli protagonisti di un settore con un enorme potenziale per la crescita della costa e del Kenya. La firma degli accordi per la gestione del fondo rotativo inoltre rende le autorità locali responsabili della trasparenza e delle modalità con cui questa crescita deve avvenire, perché possa andare a beneficio di tutti, senza lasciare indietro nessuno’.

 Ali Mwanzei, Advisor del Programma Go Blue, si prepara alla firma del Memorandum of Understanding con la BMU di Shimoni

 La consegna degli equipaggiamenti da pesca acquistati tramite il Programma Go Blue finanziato dall'Unione Europea nella Contea di Kwale

Le 5 imbarcazioni acquisite da Aics e donate in supporto alle donne attive nella filiera delle alghe

Educazione, salute ed infrastrutture per la costa del Kenya: al via la seconda fase del MISHDP

Malindi, 28 marzo 2023 – È stata ufficialmente avviata nella giornata di oggi la seconda fase dell’iniziativa ‘Programma Integrato per lo Sviluppo Socio-Sanitario di Malindi’ (MISHDP) durante un evento organizzato dall’Autorità per lo Sviluppo Costiero (CDA) del Kenya. La cerimonia si è tenuta a Malindi alla presenza di Giovanni Grandi, Titolare della Sede di Nairobi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics), Gideon Mung’aro, Governatore della Contea di Kilifi, Idris Dokota, Segretario Permanente del Dipartimento di Stato delle Aree Aride e Semi Aride e dello Sviluppo Economico del Kenya, rappresentanti del CDA, delle autorità locali e della comunità beneficiarie.

L’evento sancisce l’avvio di un’importante iniziativa che ha l’obiettivo di accelerare lo sviluppo delle sub-contee di Malindi e Magarini, nella Contea costiera di Kilifi, attraverso interventi nei settori dell'educazione, della salute, e infrastrutturale e per il rafforzamento delle istituzioni locali. L’iniziativa è finanziata dall’Italia attraverso un credito d'aiuto agevolato del valore di 6,4 milioni di Euro, e viene realizzata dalla CDA attraverso una serie di interventi che includono, tra gli altri, la costruzione di una strada asfaltata nell'unica via di accesso verso la penisola di Ngomeni, dunque di importanza strategica per l'economia dell'intera area, la costruzione di un reparto di terapia intensiva presso il centro sanitario di Malindi, la costruzione di aule scolastiche e l’introduzione di uno schema di incentivi per giovani studenti meritevoli.

La prima fase del MISHDP, finanziata dalla Cooperazione Italiana e realizzata dalla CDA, si è conclusa nel 2012 e ha riguardato lo sviluppo di Malindi e Magarini. Questa prima fase ha visto la realizzazione di infrastrutture di base nel settore sanitario, dell’educazione ed infrastrutturale nelle aree limitrofe al Centro Spaziale italiano “Luigi Broglio” a Malindi, recentemente visitato dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.

‘La prima serie di interventi è stata pensata come un primo passo verso lo sviluppo integrato dell'area’, ha dichiarato Giovanni Grandi, Titolare della Sede Aics di Nairobi. ‘Attraverso la fase II, la Cooperazione Italiana intende rinnovare il proprio sostegno al Governo del Kenya nei suoi sforzi per migliorare l'accesso ai servizi di base alla popolazione, secondo l’approccio di partnership che guida il rapporto di amicizia e cooperazione tra Italia e Kenya’.

Map

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Giovanni Grandi, Titolare della Sede AICS di Nairobi, durante il suo intervento per la cerimonia di lancio del programma MISHDP II a Malindi

Giovanni Grandi e Idris Dokota, Segretario Permanente del Dipartimento di Stato delle Aree Aride e Semi Aride e dello Sviluppo Economico del Kenya, interagiscono con la stampa e i media locali

Foto di gruppo con partner, stakeholders e autorità locali partner del MISHDP II