Kenya

Il Kenya, negli ultimi anni, ha registrato una crescita economica media del 5,5%[1] posizionandosi nella fascia dei Paesi a reddito medio-basso; si trova tuttavia ad affrontare molte sfide quali povertà, marcate diseguaglianze nella distribuzione del reddito e della ricchezza, nell'accesso all’istruzione, all’acqua, alla terra e ai servizi sanitari.

Il Paese ha attraversato un profondo cambiamento istituzionale, avviatosi con la nuova costituzione del 2010, che ha definito una struttura governativa decentrata a favore degli enti locali (47 Contee). La tornata elettorale del 2017, pur confermando per un secondo mandato il Presidente Kenyatta, ha determinato, anche in virtù della ripetizione delle elezioni presidenziali disposto dalla Corte Suprema, un più articolato scenario politico, che deve necessariamente tenere conto delle istanze dell'opposizione. In questo scenario si colloca il lancio, da parte del Presidente Kenyatta, del manifesto Big Four Agenda for Development che ha permesso di incardinare il nuovo Medium Term Plan (2018-2022), per la realizzazione della strategia di sviluppo Vision 2030, su quattro pilastri prioritari: sviluppo del manifatturiero e creazione d'impiego, social housing, accesso alla salute per tutti, sicurezza alimentare e nutrizione. Nel corso del 2018, dopo circa un anno e mezzo di stasi, è ripreso il dialogo tra Governo del Kenya e partner di sviluppo. È stato organizzato con successo, a quattro anni di distanza dal precedente, un nuovo Development Partners’ Forum presieduto dal Vicepresidente del Kenya, che ha delineato un percorso condiviso per il perseguimento dei Big Four.

È stato inoltre riattivato il Development Effectiveness Group, al quale AICS ha assicurato per tutto il 2018 la co-presidenza con il Ministero del Tesoro, che ha definito una Strategia per l’efficacia della cooperazione allo sviluppo in linea con i principi della Global Partnership for Effective Development Cooperation. Molto forte è la collaborazione tra i partner di sviluppo europei che, a fine del 2018, ha portato alla firma del European Joint Cooperation Strategy with Kenya 2018 -2022, adottata dai Capi Missione di 19 Stati membri come elemento del dialogo politico tra EU e Kenya.

Il contributo italiano

La cooperazione italiana ha una lunga presenza nel Paese, riconducibile al “Economic, Technical and Development Co-operation Agreement between Kenya and Italy” del 19 novembre 1985. Il Kenya è un Paese prioritario per la Cooperazione italiana dalla fine degli anni novanta; la cooperazione bilaterale si è dunque consolidata nel tempo in alcuni settori di presenza tradizionale, quali agricoltura ed irrigazione, WASH, sviluppo territoriale e sviluppo umano (salute ed istruzione), e in alcune aree d'intervento, quali la Contea del West Pokot a Nord Ovest, al confine con l'Uganda, la Contea di Baringo lungo la Rift Valley, gli insediamenti informali peri-urbani a Nairobi, la Contea di Kitui a Sud Est e la Contea di Kilifi  sulla costa dell'Oceano Indiano. Tutte le Contee d’intervento rientrano nella classificazione ASALs (Arid and Semi-Arid Lands), vale a dire le aree più interessate dalle variazioni metereologiche e dagli effetti del cambiamento climatico. Un recente rapporto del Kenya Bureau of Statistics (2019) ha calcolato gli indici di sviluppo differenziati per contea, individuando nelle disparità nel prodotto lordo per Contea (Gross County Product) la necessità di ridurre la povertà e la crescita inclusiva.

Come modalità d'intervento, la cooperazione bilaterale ha adottato ormai da tempo i principi dell'efficacia, scegliendo di finanziare progetti ad esecuzione governativa tramite doni ed in misura maggiore crediti concessionali, in attuazione dell’agenda di sviluppo delineata nel “Kenya Vision 2030”. In assenza di Project Implementation Units parallele, la sede AICS fornisce assistenza tecnica mirata e limitata ai ministeri competenti supportandoli nell’utilizzo di sistemi di gestione nazionali, nel pieno rispetto dei principi di ownership, alignment, use of country systems.

Oltre alla cooperazione bilaterale governativa, le Organizzazioni della società civile (OSC) lavorano da oltre 30 anni in uno spirito di solidarietà e di partenariato per lo sviluppo in Kenya, partecipando con successo ai bandi lanciati da AICS Roma, incluso il bando Global Fund. La sede supporta tale cooperazione anche attraverso incontri regolari di scambio e discussione, promossi d'intesa con l'Ambasciata, in particolare in connessione con le tematiche di sicurezza.,

Durante il 2018, gli sforzi della sede di Nairobi sono stati diretti da un lato a proseguire l’implementazione dei progetti relativi a programmazioni precedenti, come il programma decennale di conversione del debito (KIDDP) e il progetto infrastrutturale Wei Wei Integrated irrigation Project. Dall’altro, ci si è concentrati sulla formulazione di nuove iniziative, allargando il programma a nuovi settori e a nuove aree geografiche, più in linea con l'evoluzione socio-economica del Paese. In particolare, sono stati approvati due crediti infrastrutturali MISHDP -Malindi Integrated Social Health Development Project per lo sviluppo territoriale e KISWAM -Kajado Integrated Sustainable Development Programme per la gestione dei rifiuti solidi urbani), un progetto sulla filiera del caffè destinato alle Contee centrali produttive, e l'adesione ad un fondo comune gestito da UNDP per il sostegno al processo di decentramento amministrativo e fiscale.

Con questi nuovi progetti, AICS innova la propria presenza nel Paese, allineandosi alle quattro aree prioritarie del documento EU Joint Cooperation Strategy 2018-2022, le aree dell’accountability e governance (per la creazione di un ambiente favorevole al dialogo interistituzionale), delle infrastrutture sostenibili (quali energia, trasporti, acqua e servizi igienico-sanitari, sviluppo urbano), della creazione d’impiego (per favorire una crescita economica sostenibile, inclusiva ed equa, nonché creare posti di lavoro dignitosi e una migliore qualità della vita per tutti) e dello sviluppo della resilienza (per il miglioramento della nutrizione e sicurezza alimentare, nonché una migliore resilienza ai cambiamenti climatici).

 


[1] Dal 2004 al 2017, la crescita media annua del PIL è stata equivalente a 5.3%. World Bank, GDP growth (% annual)