Tanzania

Dall’indipendenza del Tanganica nel 1961 e dalla creazione della Repubblica Unita di Tanzania con l’arcipelago di Zanzibar nel 1964, il paese è tradizionalmente tranquillo, nonostante la grande diversità etnica e religiosa. Dal 1992 è stato ristabilito il multipartitismo con una graduale apertura degli spazi democratici, sebbene il sistema politico continui a ruotare intorno all’ex partito unico, il CCM. 

Il Paese ha la più grande popolazione in Africa orientale ma la più bassa densità; quasi un terzo della popolazione è urbana. Una popolazione prevalentemente formata da giovani sotto i 25 anni di età - circa due terzi  - che sta crescendo rapidamente, spostandosi dalle aree rurali alle città. Dal 2007 il tasso di poverrà si è ridotto gradualmente, attestandosi al 26,9% nel 2016, grazie anche al miglioramento delle condizioni di vita e della sanità[1]. Nell'ultimo decennio si è registrata una crescita economica sostenuta, con una media annua del 6%[2]. Mentre il tasso di povertà nel paese è diminuito, il numero assoluto di poveri è rimasto stabile a causa dell'elevato tasso di crescita della popolazione.

Nell’ultimo biennio, la crescita è stata sostenuta dall'espansione sia del settore industriale sia di quello agricolo, parallelamente al miglioramento delle infrastrutture e della stabilità energetica, nonché di condizione metereologiche favorevoli. Questa crescita ha permesso una diminuzione della povertà dal 28,2% (2012) al 26,9% (2016) e un miglioramento dello sviluppo umano e delle condizioni di vita.

Tuttavia, nell’ultimo anno va segnalato un progressivo restringimento dello spazio dei diritti umani nel Paese legato all’indirizzo politico impresso dal Presidente Magufuli. In particolare, il blocco dell’accesso ai rifugiati nel Paese, nonché l’entrata in vigore di diverse norme (anche penali) a restrizione delle libertà personali hanno - per la prima volta in anni - posto il Paese al centro dell'attenzione della comunità internazionale, con diverse manifestazioni da parte dei principali partner di sviluppo.

Il contributo italiano

In Tanzania, la presenza storica della Cooperazione italiana allo Sviluppo ha rappresentato una delle componenti più importanti nella promozione del Sistema Paese. Gli ambiti d’intervento della Cooperazione Italiana hanno ricompreso, negli anni, settori cruciali quali l’assistenza sanitaria, lo sviluppo rurale, la sicurezza alimentare e la formazione professionale, con un’attenzione particolare alle tematiche di genere. Negli anni recenti, un ruolo sempre più importante è stato giocato dalle attività AICS nel settore della formazione professionale (TVET – Technical and Vocational Training) e della statistica.

 


[1] World Bank, Tanzania  - http://www.worldbank.org/en/country/tanzania/overview#1
[2] World Bank, GDP growth (% annual) - https://data.worldbank.org/indicator/NY.GDP.MKTP.KD.ZG?locations=TZ
[3] Human Development Index Report UNDP - http://hdr.undp.org/sites/all/themes/hdr_theme/country-notes/TZA.pdf