Kenya – Insieme all’acceleratore E4Impact per un’imprenditorialità innovativa e sostenibile

Nairobi, 04 novembre 2021 - Presentato presso la sede di Karen (Nairobi) la nuova iniziativa dell'Agenzia Italiana alla Cooperazione allo Sviluppo per rendere l'Incubatore di impresa E4impact un centro di eccellenza per lo sviluppo della piccola e media imprenditoria del Kenya. Alla cerimonia, insieme all'Ambasciatore d'Italia in Kenya  Alberto Pieri e al Titolare della Sede AICS di Nairobi Fabio Melloni, hanno partecipato il Governatore della Banca Centrale del Kenya Patrick Njoroge, l'Ambasciatrice dell'Unione Europea a Nairobi Henriette Geiger, il capo della Cooperazione dell’Ambasciata Francese a Nairobi Cyril Gerardon, la vicepresidente della Kenya National Chamber of Commerce and Industry (KNCCI) Fatma Elmaawy, il Managing Director della Fondazione E4Impact Frank Cinque e una rappresentante del Ministero dell'Industria keniano.

Avviato nel 2018 dalla Cooperazione italiana, come progetto-pilota per il supporto alla piccola e media impresa del Kenya, attraverso l’azione della Fondazione E4Impact e dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l'Acceleratore nel corso dei tre anni di realizzazione ha permesso la promozione dell’imprenditorialità, di opportunità di occupazione per i giovani e di internazionalizzazione delle imprese. Ponendo particolare attenzione all'occupazione femminile e all'impatto socio-ambientale, l'Acceleratore ha messo in relazione attori del settore pubblico, privato e della ricerca fornendo servizi e formazione a quaranta imprese keniane che, così, hanno avuto gli strumenti per rafforzarsi, stringere partenariati con imprese italiane ed europee e raccogliere sul mercato locale e internazionale un totale di oltre 2 milioni di euro di finanziamenti aggiuntivi privati a supporto della propria crescita.

Il nuovo intervento dell'AICS, pari a 2.3 milioni di euro per tre anni, rafforza ulteriormente l'azione dell'acceleratore mirando a renderlo un centro di eccellenza per lo sviluppo dell'imprenditoria a Nairobi e in Kenya. Questa seconda fase parte dal successo della precedente e proseguirà nel solco della collaborazione a "tripla elica" tra settore privato, pubblico e accademico, favorendo una maggiore digitalizzazione delle imprese, nonché un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie. Questo per rendere più rapida ed efficiente la crescita delle imprese locali e migliorare ulteriormente le relazioni e i rapporti commerciali con i Paesi della regione, ma anche con l'Italia e l'Europa. Nel corso dei prossimi tre anni l'Acceleratore intende rafforzare 30 aziende e incubare 10 idee imprenditoriali all'anno, per un totale di 120 aziende al termine del progetto.

Nel corso della cerimonia, il Titolare della sede AICS di Nairobi, ha sottolineato quanto il Kenya sia un punto di riferimento per l'imprenditoria, in particolare giovanile, e ha ricordato l'importanza di rafforzare l'innovazione e l'imprenditoria sostenibile nel Paese attraverso un centro unico e di successo come l'Acceleratore E4Impact.

Da parte sua, l'Ambasciatore Pieri, nel riconoscere il successo della fase precedente, ha ricordato l'importanza delle piccole e medie imprese per il tessuto economico del Kenya, che compongono circa il 40% del prodotto interno lordo del Paese, sottolineando come l'Italia, viste le molte similarità con quello italiano, possa contribuire, sulla base di tale propria esperienza, allo sviluppo del settore privato keniano.

In un momento di pandemia globale in cui il tessuto economico del Paese necessita più che mai di attori qualificanti di sviluppo dell’imprenditorialità in Kenya, con questo programma la Cooperazione italiana si pone in una posizione di assoluto riguardo nel Paese nel sostegno di imprese che si caratterizzano per innovazione e sostenibilità. Questo, proseguendo il sostegno a un centro che, negli anni passati, è partito come progetto-pilota ma che si è progressivamente affermato come un centro di riferimento per lo sviluppo del settore privato.

Map

Fare clic per aprire una mappa più grande

Kenya – Rafforzare il sistema di allerta rapida e gestione rischi ambientali in Africa: un programma a guida e finanziamento italiano in collaborazione con partners internazionali

Nairobi, 27 ottobre 2021 - Il Presidente della Repubblica del Kenya Uhuru Kenyatta inaugura la prima Sala Situazioni regionale del Disaster Operations Center presso la Intergovernmental Authority on Development. La Sala realizzata da Fondazione CIMA nell’ambito del programma pluriennale dal titolo “Establishment of the Impact-based Early Warning for Early Action and Trans-boundary Risk management function of the African Union" coordinato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio da Disastri-UNDRR in collaborazione con l’Unione Africana-AU, e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, avrà la funzione di monitorare e prevedere l’evoluzione di differenti rischi nella regione denominata su un’area di 5.2 milioni di km quadrati che comprende otto Paesi del Grande Corno d’Africa Djibouti, Eritrea, Etiopia, Kenya, Somalia, Sud- Sudan, Sudan e Uganda.

La sala fornirà altresì informazioni fondamentali per la gestione del rischio da disastri agli altri centri che lo stesso progetto realizzerà analoghe sale situazioni presso l’Unione Africana, il Centro Africano per le Applicazioni Metereologiche per lo sviluppo -ACMAD, i centri metereologici e climatologici presso le Comunita’ Regionali Economiche-RECs e nei Paesi Membri dell’Unione Africana, che saranno collegate tramite la piattaforma tecnologica myDewetra sviluppata nell’ambito della pluriennale collaborazione tra il Dipartimento della Protezione Civile Italiana e la Fondazione CIMA.

Le attività previste nel primo anno del programma prevedono la realizzazione di altre due sale situazioni che saranno inaugurate a breve:

- la Continental Situation Room presso la sede dell’Africa Union Commission ad Addis Abeba (Etiopia), con la funzione principale di informare gli organi dell’Unione Africana su situazioni potenzialmente critiche a livello continentale;

- la ACMAD Multi-Hazard Advisory Centre a Niamey (Niger), dedicata alla sorveglianza meteorologica continentale.

Le tre sale, collegate attraverso la piattaforma italiana "myDEWETRA", saranno in grado di produrre bollettini di previsione e report di emergenza, quali il “Continental Watch” e il “Situation Report”, già in fase di sperimentazione da qualche mese. Il Continental Watch è stato presentato anche come “demo live” (invio del bollettino attraverso un canale Telegram dedicato) lo scorso 13 ottobre all’Expo di Dubai durante la Conferenza “Spotlight on Africa DRR” organizzata da Unione Africana in occasione della Giornata internazionale della riduzione del rischio (DRR Day).

Questo complesso sistema di allerta e monitoraggio transnazionali del rischio ambientale, frutto dell'eccellenza italiana nel campo, è fondamentale per un continente come quello africano colpito da frequenti e gravi disastri che hanno avuto e hanno spesso conseguenze gravissime sulle popolazioni in termini di danni economici, salute e sicurezza alimentare. E' stato possibile grazie al sostegno del governo italiano, in partnership con l’Unione Europea, il governo svedese e l’iniziativa “Risk and Early Warning Systems -CREWS” in sinergia con UNDRR e le altre agenzie delle Nazioni Unite coinvolte e le istituzioni africane, AUC e IGAD in testa. A dimostrazione che solo da una stretta cooperazione si possono ottenere dei risultati duraturi ed efficaci nel lungo periodo.

Map

Fare clic per aprire una mappa più grande

Uganda – Siglato l’accordo per il finanziamento del Karamoja Infrastructure Development Project (KIDP II)

Kampala (Uganda) – L'Ambasciatore d'Italia in Uganda, S.E. Massimiliano Mazzanti e il Ministro delle finanze, pianificazione e sviluppo economico, On. Matia Kasaija hanno firmato il 19 agosto 2021, presso il Ministero delle Finanze, l'accordo per il contributo italiano alla seconda fase del Karamoja Infrastructure Development Project (KIDP II). Alla cerimonia della firma hanno assistito il Ministro della Sanità, l'On. dott. Jane Ruth Aceng, il Ministro di Stato per gli affari del Karamoja, l'On. Agnes Nandutu e l'Ambasciatore dell'Unione europea in Uganda, S.E. Attilio Pacifici.

Nella regione del Karamoja, che ha il più alto tasso di povertà in Uganda, il 70% delle famiglie ha un accesso inadeguato alle strutture sanitarie. Ciò è dovuto sia alla mancanza di infrastrutture (strutture ospedaliere limitate e inadeguate nella zona) e di risorse umane, sia alla limitata formazione del personale medico e sanitario impiegato delle strutture.

Già negli anni passati, con il contributo del Governo italiano e il supporto tecnico dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), il Governo ugandese ha potuto costruire in ogni distretto del Karamoja alloggi per il personale medico che lavora nelle zone più remote della regione. Attraverso questa nuova fase del KIDP II, con un contributo a credito di dieci milioni di euro da parte del Governo italiano e un contributo del Governo ugandese di due milioni di euro, il Governo ugandese, con il supporto tecnico dell'AICS, sarà in grado di costruire ed equipaggiare nuove strutture ospedaliere, oltre ad ampliare e modernizzare i reparti delle strutture esistenti e formare il personale medico. Una volta avviate le attività di realizzazione, nei prossimi mesi, l’iniziativa avrà una durata di tre anni.

Al momento della firma, l'Ambasciatore Mazzanti ha sottolineato l'importanza dell'accordo notando che esso rafforzerà ulteriormente le relazioni tra Italia e Uganda che hanno legami comuni da prima dell'indipendenza.

Nel ringraziare l'Italia per il suo continuo supporto e partenariato, l'On. Kasaija ha espresso la necessità di trovare una soluzione duratura per la pace e la sicurezza nella regione del Karamoja che dia impulso ai programmi che sono stati finanziati soprattutto nei settori dell'educazione e della salute.

Questo intervento, quindi, si allinea con i più ampi sforzi in corso dell'Ufficio Regionale AICS di Nairobi per sostenere i sistemi sanitari locali della Regione che, nelle circostanze straordinarie causate dalla pandemia Covid-19, stanno affrontando difficoltà crescenti nel fornire una risposta più efficace e tempestiva.

Map

Fare clic per aprire una mappa più grande

Kenya – Eni e AICS Nairobi firmano un memorandum per lo sviluppo di iniziative congiunte nel Paese

Nairobi (Kenya), 22 luglio 2021 –Eni, tramite la consociata Eni Kenya, e la Sede di Nairobi dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) hanno firmato oggi, alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia in Kenya S.E. Alberto Pieri, un Memorandum per individuare possibili opportunità di futura collaborazione in settori chiave per lo sviluppo del Paese quali agricoltura e catene del valore, dell'ambiente, della salute, della formazione e dell'istruzione professionale, nonché dell'accesso all'energia/energia verde e all'innovazione.  Il documento è stato firmato dal Managing Director di Eni Kenya Enrico Tavolini  e dal Titolare dell’Ufficio di Nairobi di AICS Fabio Melloni.

L'accordo, dalla durata quadriennale, intende promuovere e rafforzare il “Sistema Italia” all'estero e si inserisce nella strategia di Eni e Aics di far leva sui partenariati pubblico-privati, che le Nazioni Unite indicano come strumento chiave per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030. Inoltre, questo accordo è in linea con la legge 125/2014 sulla cooperazione, che riconosce il contributo del settore privato nella definizione e nell’attuazione di progetti di sviluppo sostenibile.

L’accordo permetterà ad Eni Kenya e Aics in Kenya di identificare e sviluppare progetti di collaborazione futura, in coerenza con gli obiettivi strategici di sviluppo sociale del Governo del Kenya e in linea con le loro attività svolte nel Paese.

Eni opera in Kenya dal 2013, con attività di esplorazione offshore Oil & Gas nel Bacino di Lamu, e con iniziative industriali che integrano l’economia circolare lungo la filiera per la produzione di biocarburanti. Inoltre, Eni contribuisce alle iniziative di sviluppo locale della National Oil Corporation of Kenya (NOCK) nei settori chiave dell'istruzione, della salute e dell'acqua, e dei servizi igienico-sanitari.

La sede Aics di Nairobi ha una lunga esperienza nel Paese e una vasta rete con altre Agenzie di Cooperazione, Organizzazioni della Società Civile e Organizzazioni del Sistema delle Nazioni Unite. Il Kenya, inoltre, è un Paese strategico per l'Italia e la sua Agenzia di Cooperazione dalla fine degli anni Novanta, dove ha consolidato i suoi tradizionali ambiti di intervento quali agricoltura e irrigazione, WASH, sviluppo territoriale e umano, con particolare attenzione a sanità, educazione e settore privato.

> Comunicato stampa ITA (*pdf)
> Materiale fotografico (*jpeg)

Map

Fare clic per aprire una mappa più grande

Acquacoltura ed empowerment: Aics in Kenya supporta le donne nella blue economy

KENYA - Durante il mese di luglio, il nostro Ufficio ha organizzato una missione nella contea di Kwale per incontrare il gruppo di donne impegnate nella coltivazione delle alghe che Aics supporterà con due diverse iniziative. Il gruppo è basato nel villaggio di Mkwiro ed è composto da un centinaio di donne: Mzungu, 39 anni, è una di queste.

Mkwiro è un piccolo villaggio di pescatori di circa 1.000 abitanti, situato nei pressi del confine con la Tanzania. La spiaggia di Mkwiro si affaccia sul Parco nazionale marino di Kisite-Mpunguti, dove non sono infrequenti gli avvistamenti di coccodrilli lungo i fiumi orlati di mangrovie e di delfini che saltano tra le onde. Nel villaggio, però, mancano acqua ed elettricità. I locali ci raccontano che si riforniscono da alcune cisterne di raccolta dell’acqua piovana localizzate in varie zone del villaggio, mentre i pannelli solari, di cui quasi ogni abitazione è provvista, sopperiscono alla mancanza di corrente elettrica.

Mzungu, la donna che ci ha accompagnato nella missione, a Mwkiro ci è nata e ci ha sempre vissuto. Sposata all’età di 16 anni, è la seconda moglie di un uomo con cui ha avuto sei figli. Ci dice con orgoglio che è la vice coordinatrice del gruppo di donne impegnate nella coltivazione delle alghe, un’attività iniziata nel 2009 su impulso del Governo. Da allora, Mzungu e le altre lavorano cinque giorni a settimana, con orari variabili che dipendono dalle maree capricciose dell’Oceano Indiano. La giornata lavorativa le impegna fino a sei ore, durante le quali le alghe “pronte” vengono raccolte o piantate lungo i filari subacquei. Le alghe raccolte vengono stipate in sacchi di plastica che le donne si caricano in testa e trasportano sino al villaggio, camminando quasi un’ora. Ogni sacco di alghe, intrise e gocciolanti di acqua marina, può arrivare a pesare fino a 50 kg, e il tragitto da percorrere con il sacco in equilibrio sulla testa è faticoso: oltre al peso da sopportare, le donne spesso camminano nell’acqua sotto il sole feroce dell’equatore, e devono prestare attenzione a dove mettono i piedi per non inciampare nei coralli aguzzi del fondale. Una volta raggiunto il villaggio, i sacchi vengono svuotati e le alghe adagiate su panni variopinti esposti alla luce del sole nei cortili delle abitazioni o per strada, per essere essiccate.

La coltivazione e vendita delle alghe in Kenya rappresenta una fonte di reddito fondamentale per le comunità della costa. Una volta essiccate, infatti, le alghe possono essere vendute ad aziende - perlopiù asiatiche - che le utilizzano in vari tipi di prodotti nelle industrie alimentari, farmaceutiche e cosmetiche; in alcuni villaggi della costa, vengono anche utilizzate come addensanti di prodotti alimentari, come le marmellate, o bollite e cucinate nelle zuppe. I guadagni ricavati permettono alle donne di contribuire al reddito famigliare ed avere un’influenza maggiore nelle decisioni che riguardano la gestione della vita domestica.

Mzungu ci dice che il gruppo di donne ha bisogno di sostegno per migliorare le condizioni in cui realizza la coltivazione, raccolta ed essiccazione delle alghe. Tra le sfide maggiori, ci segnala la difficoltà nel trasporto dalle aree di raccolta sino alla costa.

Aics è attiva nella zona di Mkwiro per migliorare le filiere produttive della pesca e delle alghe, settori della blue economy che hanno un grande potenziale per lo sviluppo economico dell’area costiera in Kenya. Nei mesi passati, sono stati realizzati diversi incontri con le donne di Mkwiro e con le comunità locali da parte di esperti dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (CIHEAM - Bari), partner di Aics in Kenya, e si sono definite le azioni prioritarie da avviare nei prossimi mesi. Gli interventi previsti includono l’acquisto di imbarcazioni per facilitare il trasporto delle alghe fino alla riva e la costruzione di una struttura per migliorarne l’essiccazione: al momento, infatti, le alghe essiccate all’aria aperta possono essere esposte alle piogge, rubate o volare via col vento. La nuova struttura permetterà un’essiccazione più protetta e più rapida, dal momento che i tempi vengono accorciati dai due giorni attualmente necessari a circa sei ore. Aics prevede inoltre di supportare l’installazione di serbatoi per la raccolta e depurazione dell’acqua piovana in zone strategiche del villaggio, per migliorare l’accesso all’acqua dell’intera comunità. A Mkwiro, Aics fornirà inoltre sostegno alla cooperativa di pescatori locale con attività di formazione, con la fornitura di equipaggiamenti per migliorare l’attività peschiera, e con lo sviluppo di un sistema di certificazione per garantire standard qualitativi definiti per il pesce pescato, in modo da permettere ai pescatori di migliorarne la commercializzazione.

“Siamo molto contente dell’aiuto che ci darete per aiutarci ad affrontare queste difficoltà”, confessa Mzungu trascinando un sacco ricolmo di alghe. “Questi interventi ci saranno molto utili”.

 


Aics in Kenya interviene a sostegno delle donne impegnate nelle piantagioni di alghe e dei pescatori a Mkwiro attraverso due distinte iniziative.

Con l’iniziativa “Share Blue”, avviata nel 2019 e realizzata da CIHEAM - Bari e in partenariato con le autorità locali, Aics interviene nelle contee costiere (Mombasa, Kilifi, Kwale, Tana River, Taita Taveta, Lamu) per sostenere lo sviluppo della Blue Economy, con attività di formazione a favore delle comunità e dei funzionari delle contee, individuando e promuovendo opportunità di sviluppo economico locali (“economic blueprints”).

L’iniziativa “Go Blue”, avviata nel 2021 e finanziata dall’Unione Europea, viene realizzata da Aics insieme alle agenzie di cooperazione di Germania, Portogallo, Francia, due agenzie delle Nazioni Unite (UN Habitat e UN Environment Programme - UNEP) ed in partenariato con il Segretariato JKP, il blocco economico delle contee costiere. La componente affidata ad Aics viene realizzata in partenariato con CIHEAM Bari e interviene nelle sei contee costiere. L'iniziativa si concentra sulla crescita economica, con il rafforzamento delle filiere delle pesca, della manioca e con assistenza tecnica fornita alla controparte locale.

Alcune donne di Mkwiro impegnate nella coltivazione delle alghe.

Mzungu impegnata a srotolare la fune utilizzata per agganciare le alghe da coltivare.

Uno dei sacchi utilizzati per il trasporto delle alghe fino a riva.

Una donna del villaggio prepara le alghe per l'essiccazione nel giardino della propria abitazione.

Mzungu stringe in mano le alghe essiccate.

Foto: Martina Bolognesi

Kenya – L’Ambasciatore italiano e la Direttrice di Un women Kenya firmano per un nuovo contributo italiano al progetto “Let it not happen again”

NAIROBI - Il miglioramento delle azioni di risposta e dei meccanismi di responsabilità contro le violenze di genere in Kenya, in particolare in vista delle future tornate elettorali in stretta collaborazione con i titolari di diritti e le istituzioni locali (quali polizia, magistratura e servizi per la salute) nelle quattro Contee-pilota: la capitale Nairobi e poi Kisumu, Vihiga e Bungoma: è il cuore del progetto "Let It Not Happen Again - Addressing Violence against Women by Strengthening Access to Justice in Kenya”, il cui finanziamento è stato recentemente rinnovato tramite un accordo siglato lo scorso 25 febbraio tra l'Ambasciatore d'Italia in Kenya Alberto Pieri e la Direttrice di UN Women Anna Mutavati.

L'iniziativa, sostenuta dall'Italia fin dall'inizio, nel 2019, è parte del Joint Program on Gender Based Violence portato avanti dal Governo del Kenya e dalle Nazioni Unite e vedrà un contributo di ulteriori 300.000 da parte dell'Agenzia italiana per la cooperazione alla sviluppo (Aics).

Alla cerimonia di firma dell'accordo di rinnovo dei finanziamenti, svoltasi presso la Residenza dell'Ambasciatore d'Italia a Nairobi, hanno partecipato rappresentanti del Ministero keniano per il gender, di Un Women; dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr); della società civile e delle organizzazioni a tutela dei sopravvissuti a violenze di genere.

In occasione della firma, l'Ambasciatore Pieri ha ricordato il forte impegno dell’Italia, sia a livello nazionale che internazionale, nella promozione dell'uguaglianza di genere, nonché nel contrastare e prevenire la discriminazione e la violenza contro le donne. Un impegno del quale questo progetto, attraverso la collaborazione con le autorità locali e i beneficiari, intendere essere un concreto esempio.

Nel ringraziare ancora una volta l’Italia per il continuo impegno volto a porre fine alla violenza contro donne e ragazze in Kenya, Anna Mutavati ha sottolineato come questi tipi di violenza costituiscano una violazione dei diritti umani e la necessità di agire subito per prevenire e rispondere ad episodi di violenza contro le donne durante le elezioni. Per questo motivo, il progetto continuerà a coinvolgere i sopravvissuti alla violenza, riconoscendo loro il ruolo fondamentale che svolgono. Non sono solo una voce, ma strumentali nel plasmare un cambiamento sostenibile nel paese.

A nome delle vittime di violenza contro le donne, è intervenuta Wangu Kanja che, nel 2002 a seguito di un episodio di violenza, ha deciso di combattere lo stigma e la paura creando una fondazione a suo nome con l’obiettivo di prevenire tali atti, proteggere le donne che hanno subito violenza e combattere lo stigma.  Kanja ha raccontato come durante il primo anno di attività siano stati organizzati seminari e workshop nelle quattro contee di intervento, grazie ai quali sono state realizzate iniziative a sostegno delle sopravvissute ad episodi di violenza.  Successivamente, Jacqueline Mutere, fondatrice di “Grace Agenda”, altra testimone, ha ribadito l’importanza di combattere per i propri diritti, anche dopo aver subito episodi di violenza.

> Download comunicato stampa  (*pdf)

Map

Fare clic per aprire una mappa più grande

 

 

Kenya – Firmato con UNDP Kenya l’accordo per il contributo italiano al programma congiunto sul decentramento amministrativo

NAIROBI, KENYA – L'ambasciatore d'Italia in Kenya S.E. Alberto Pieri e il rappresentante di UNDP Walid Badawi hanno firmato il giorno 04 dicembre 2019, presso la residenza dell'ambasciatore italiano a Nairobi, l’accordo per il contributo italiano al programma Consolidating Gains and Deepening Devolution in Kenya. Il programma sarà realizzato da gennaio 2020 a dicembre 2022 ed è finanziato insieme a Svezia e Finlandia.

L'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) contribuirà con 400.000 euro a sostegno di attività specifiche volte a rafforzare i sistemi di gestione delle finanze locali e a migliorare la pianificazione finanziaria in modo trasparente e partecipativo. Grazie al vantaggio comparato e ai proficui legami con il governo nazionale e delle contee, UNDP, UNICEF e UNWOMEN, rafforzeranno la capacità di governance degli enti beneficiari in aree cruciali quali la gestione delle finanze pubbliche, il monitoraggio e rendicontazione, la resilienza ai rischi ambientali, il coinvolgimento e inclusione dei cittadini – con particolare attenzione verso le politiche a favore di donne, giovani e persone con disabilità.

Al momento della firma, l'ambasciatore Pieri ha elogiato sia il forte impegno delle agenzie delle Nazioni Unite che sotto la guida di UNDP realizzeranno questo programma nel segno del motto "Deliver as One", sia il lungo partenariato tra l'Italia e le Nazioni Unite in Kenya. “Un partenariato che si estende in settori della massima importanza per lo sviluppo del Paese e che, con il contributo a questo programma, supporterà ora il governo centrale e quelli locali verso un sistema di decentramento più solido, attento a porre fine alle pratiche e alle politiche dannose contro le donne, con una maggiore ownership, un miglioramento della governance e più ampio sviluppo socioeconomico”.

Nel ringraziare l'Ambasciata d’Italia in Kenya e l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, il rappresentante di UNDP, Walid Badawi, ha osservato che "il sostegno dell'Italia è molto apprezzato, tempestivo e affronta un problema critico per il Kenya. Una migliore gestione delle finanze pubbliche è un prerequisito importante per migliorare l'erogazione dei servizi nelle contee del Kenya e per migliorare la vita dei cittadini. Questo supporto darà rilievo alle spese pubbliche del Kenya e aiuterà il Paese a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile".

> Comunicato stampa ITA (*pdf)

Map

Fare clic per aprire una mappa più grande

Kenya – L’Ambasciatore italiano e l’Acting Country Director di UN Women firmano l’accordo per il contributo italiano a “Let it not happen again”

NAIROBI, KENYA – Il 27 giugno 2019, l'Ambasciatore d'Italia in Kenya, S.E. Alberto Pieri e l'Acting Country Director di UN Women, Cecile Mukarubuga, hanno firmato l'accordo per il finanziamento del progetto "Let It Not Happen Again - Addressing prevention and accountability on Violence Against Women in Elections" (VAWiE). Alla cerimonia di firma, avvenuta presso la residenza dell'Ambasciatore d'Italia a Nairobi, hanno partecipato rappresentanti del Ministero per i servizi pubblici, la gioventù e gli affari di genere; di Un Women; dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR); della società civile e delle organizzazioni a tutela dei sopravvissuti a violenze di genere.

L'iniziativa è parte del Joint Program on Gender Based Violence correntemente portato avanti dal Governo del Kenya e dalle Nazioni Unite. L'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo contribuirà con 300.000 Euro a supporto di attività specifiche per il rafforzamento delle azioni di risposta e dei meccanismi di responsabilità contro le violenze di genere, per essere preparati alle future tornate elettorali. Le attività saranno realizzate da UN Women e OHCHR, in stretta collaborazione con di titolari di diritti e le istituzioni locali (quali polizia, magistratura e servizi per la salute) in quattro contee (Nairobi, Kisumu, Bungoma e Migori), così da promuovere in Kenya processi di apprendimento tra pari (c.d. "peer-learning") e buone pratiche.

In occasione della firma, l'Ambasciatore Pieri ha elogiato il fruttuoso e duraturo partenariato con il sistema delle Nazioni Unite, enfatizzando impegno profuso dall'Italia verso la promozione dell'equità di genere e contro la violenza di genere a livello globale e, in particolare, in Africa. Un impegno per l'uguaglianza che richiede azioni di trasformazione volte al miglioramento delle norme sociali attraverso azioni intraprese a livello locale, nazionale e internazionale. A tal fine, l'Ambasciatore ha evidenziato il ruolo fondamentale ricoperto dalle organizzazioni della società civile svolgono attività di sensibilizzazione e protezione nel campo.

Nel ringraziare l'Ambasciata italiana in Kenya e l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo per l'impegno volto a porre fine alla violenza contro donne e ragazze in Kenya, Cecile Mukarubuga ha osservato che "Let it Not Happen again" è un promemoria per ognuno di noi, per la nostra responsabilità individuale e collettiva, di proteggere le donne e le ragazze dalla violenza prima, durante e dopo le elezioni. Ciò attraverso un approccio multisettoriale che contribuirà ad affrontare la situazione attuale e che permetterà a donne e ragazze di esercitare i propri diritti in quanto cittadini.

> Press release ENG (*pdf)

Map

Fare clic per aprire una mappa più grande

Kenya – Presentati i risultati dello studio propedeutico alla costruzione di una struttura per la gestione sostenibile dei rifiuti

NAIROBI, KENYA – Nella giornata di mercoledì 29 maggio 2019, a margine dei lavori della prima assemblea generale di UN-Habitat, sono stati presentati i risultati dello studio di fattibilità per la chiusura della discarica informale e la costruzione di una struttura integrata di gestione dei rifiuti solidi per la Contea di Kajiado. Alla presentazione hanno preso parte il dott. Vincent Kitio, Chief of Urban Energy Unit di UN-Habitat; la dott.ssa Angela Loi, Primo segretario dell’Ambasciata d’Italia in Kenya; Paolo Damato, Sviluppo urbano e infrastrutture sostenibili presso la Sede AICS di Nairobi.

Il progetto di studio, finanziato dall’Agenzia con un contributo di 300.000 euro a favore di UN-Habitat, ha permesso l’elaborazione di uno studio di fattibilità per la chiusura dell’attuale discarica informale e l’identificazione di soluzioni alternative e sostenibili per la creazione di un sistema integrato di gestione dei rifiuti in un sito alternativo. Tale studio è stato elaborato da un consorzio formato dal Politecnico di Milano, il Technical University of Kenya e LDK Consultants Engineers and Planners – un’agenzia di consulenza greca specializzata nella fornitura di servizi al settore edilizio.

In apertura, la dott.ssa Loi ha auspicato che lo studio possa rappresentare un modello di successo per altri Paesi e città che affrontano le stesse sfide in termini di gestione dei rifiuti urbani e di riqualificazione urbana. In particolare ha sottolineato che, se applicati, i risultati potranno avere potenziali ricadute positive in termini di effetti sociali e ambientali, grazie alla chiusura e alla riqualificazione della discarica di Ngong e a un efficiente sistema integrato di gestione dei rifiuti a livello di Contea.

Nel corso della presentazione, ulteriore enfasi è stata data dal dott. Damato agli aspetti ambientali, sociali ed economici derivanti dalle soluzioni proposte dallo studio. Soluzioni volte a garantire, attraverso la riduzione dell'impatto ambientale, il miglioramento della qualità dell'aria e una gestione più rispettosa dell'ambiente, il diritto a un ambiente pulito e sano, così come prescritto dall'articolo 42 della Costituzione del Kenya e in linea con gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite numero 11 e 12.

Infine, nell’illustrare nel merito il contenuto dello studio e le diverse alternative proposte, il dott. Kitio ha evidenziato l’approccio partecipato adottato per tutta la durata delle attività. In particolare, ha ricordato le visite sul sito della discarica illegale e gli importanti momenti di partecipazione come gli incontri, convocati dall’amministrazione della Contea di Kajiado, attraverso i quali le comunità locali hanno avuto la possibilità di intervenire, porre domande e dialogare con gli esperti presenti, al fine di comprendere a fondo gli obiettivi progettuali.

Lo studio presentato è propedeutico all’attivazione di un credito d’aiuto del valore di 20,5 milioni di euro, approvato dal Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo a Novembre 2018 e attualmente in fase di negoziazione con il Governo del Kenya.

> Comunicato stampa (*pdf)

Map

Fare clic per aprire una mappa più grande

Kenya – #Threeyearschallenge: chiusura del progetto AMANI di assistenza familiare e comunitaria

NAIROBI, KENYA – Mercoledì 27 febbraio 2019 presso il Koinonia Mother House Rescue Centre nel quartiere di Riruta, si è tenuto l’incontro conclusivo del progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo “Programma integrato di assistenza familiare e comunitaria a tutela dei diritti di protezione, istruzione e partecipazione delle bambine e dei bambini vulnerabili delle aree suburbane di Nairobi di Kibera e Riruta” (AID 10602), implementato dall’Associazione Amani Onlus insieme alla controparte locale Koinonia Community.

La giornata è iniziata con una mostra fotografica che ha illustrato i risultati principali di questi tre anni di attività progettuale. Grazie al supporto dell’Agenzia e all’impegno delle organizzazioni coinvolte, questo progetto è stato in grado di raggiungere 203 bambini (63 bambine e 140 bambini) e far intraprendere loro un articolato percorso di riabilitazione che spazia dal supporto psicologico, individuale e di gruppo, all’educazione informale e al rafforzamento di competenze relazionali e sociali. Per cercare di affrontare alla radice queste situazioni di forte disagio ed emarginazione sociale, il progetto ha lavorato non solo con i minori, ma anche a stretto contatto con le famiglie. In particolare, sono state supportate 155 nuclei familiari attraverso sessioni di terapia, formazione professionale ed empowerment economico. Tale supporto ha reso possibile la reintegrazione di 142 minori. Infine, grazie al progetto sono stati formati 120 giovani in situazione di particolare vulnerabilità.

All’evento hanno partecipato diversi beneficiari: una trentina di bambini che, durante questi ultimi tre anni, hanno intrapreso il percorso di riabilitazione presso il Mother House Rescue Centre a Riruta o presso il centro di Ndugu Mdogo a Kibera, altri minori delle case di accoglienza Amani/Koinonia di Tone la maji, Casa di Anita, Kivuli Centre; alcuni genitori che durante il progetto sono stati coinvolti in seminari, incontri e corsi di formazioni professionale; giovani vulnerabili, anch’essi beneficiari di corsi di formazione professionale e, infine, insegnanti di alcune scuole della zona con cui il progetto ha collaborato. Erano inoltre presenti un rappresentante della sede AICS di Nairobi e due rappresentanti istituzionali della Contea di Nairobi che si sono congratulati con le organizzazioni per i risultati raggiunti. La giornata è proseguita con danze, canti, rappresentazioni teatrali e acrobatiche. Un vero e proprio giorno di festa e scambio.

> Comunicato stampa (*pdf)

Map

Fare clic per aprire una mappa più grande